#meetthecharacter Parte 3 (di 5) – ALEXAVIER NGUYEN
Dopo una settimana di pausa torniamo per svelare il terzo protagonista di Ganymedian Meltdown! Alexavier è il fratello minore di Charlotte e i due non potrebbero sembrare più diversi: alto e snello lui, bassa e paffuta lei, Alex ha l’anima dell’esploratore, mentre Lottie preferirebbe restare chiusa in casa tutto il giorno. Alexavier è determinato a mettere in discussione lo strapotere della Hecates Inc. e a sfidare a viso aperto la Presidente del suo Consiglio di Sicurezza, Liwayway Dimasalang.
La musica extradiegetica (esterna alla narrazione, se preferite) è una parte importante di “Ganymedian Meltdown”. Non solo perché ha fatto da sottofondo alla lunga gestazione di questo romanzo; ma soprattutto perché i versi delle canzoni di alcuni dei miei autori preferiti sono diventati i titoli dei diciassette capitoli che compongono GM.
#meetthecharacter Parte 2 (di 5) – LIWAYWAY DIMASALANG
La settimana scorsa vi ho presentato la prima (in ordine di presentazione) protagonista di Ganymedian Meltdown. Oggi tocca a uno dei due “antagonisti” (termine da prendere alla lettera, perché contrastano l’azione dei protagonisti, più che essere semplicemente i “cattivi” della situazione), la temibile Presidente del Consiglio di Sicurezza della Divisione Ganimediana della Hecates Inc., colei che governa Heosphoros in vece di qualsiasi autorità politica con pugno di ferro e molto, testardo idealismo.
Siamo soli nell’universo?
No, perché ci sono i BOPI!
Si tratta di un’antichissima specie di orsi antropomorfi che vive sulle rive dell’immenso oceano sotterraneo di Ganimede: “Tione”, nella lingua bopica. I Bopi occupano la luna gioviana da molto prima dell’arrivo dei coloni umani.
#meetthecharacter Parte 1 (di 5) – CHARLOTTE NGUYEN
Ganymedian Meltdown è un romanzo corale. Sono cinque i protagonisti che si alternano e si affrontano nel corso della storia, lottando da un lato e dall’altro della barricata. Comincio questa settimana a presentarvi la prima protagonista – la prima che incontrerere sfogliando le pagine di GM e la prima che è nata nella mia mente.
Tenetela d’occhio, perché saprà stupirvi!
3230 d.C.
Heosphoros.
L’unico insediamento umano su Ganimede è governato con pugno di ferro da un’unica azienda. La Hecates Inc. ha pagato a caro prezzo la terraformazione della luna gioviana e dalla sua centrale nucleare dipende la sopravvivenza della città più fredda del Sistema Solare.
La messa a punto del primo reattore nucleare a fusione calda potrebbe presto risollevare le sorti della millenaria impresa energetica.
O così sperano i vertici della Hecates Inc…
Qualcosa scricchiola nella terza stagione di Fargo e ho avuto difficoltà a capire cosa, esattamente, anche dato il mio parzialissimo punto di vista da grandissima amante di tutto ciò che riguarda Fargo.
Cerchiamo di capirci: la terza stagione di Fargo resta un buon prodotto, sicuramente sopra la media rispetto a tante altre serie concorrenti, ma – per citare Boris – forse è il caso di fermarsi qui. Noah Hawley adssso ha per le mani anche la gestione di Legion e lui stesso ha detto che non sa se potrà lavorare al materiale ancora disponibile su Fargo, preferendo piuttosto una pausa.
Quando ti approcci a una serie-tv dai per scontata la presenza di certe convenzioni di genere, dei limiti che ingabbiano le puntate in inferni autoconclusivi, di cliché appositamente inseriti per mantenere alta l’attenzione del pubblico, anche a costo di sacrificare pezzi di trama e svolte diverse per il carattere di alcuni personaggi.
Li avete visti i trailer su YouTube, no? Io ho capito che avrei visto Suicide Squad quando la Warner ha diffuso a tradimento un trailer con Bohemian Rhapsody in sottofondo. E come fai a non andare a vedere un film che ha una canzone del genere nella colonna sonora?!
Poi ho scoperto che c’era Viola Davis a fare la donna “tosta-e-bastarda” di turno, che c’era Margot Robbie che faceva Harley Quinn, che c’era Will Smith a fare Deadshot, Jared Leto che interpretava il Joker più pappone di sempre (e che agonia tutti i Ledger!fag che hanno rivoltato il web in questi mesi) e, insomma, ero già lì a urlare al capolavoro.
Ieri sera, 15 Luglio 2016, c’è stato un golpe fallito in Turchia, mentre io me ne stavo bel bella al “Silvano Toti” Globe Theatre di Villa Borghese a guardarmi Gigi Proietti che interpretava l’Edmund Kean di Raymund FitzSimons. E, non vi preoccupate, vi parlerò di Edmund Kean e di Gigi Proietti, non delle implicazioni politiche di quello che è accaduto in Turchia.